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| # Il suicidio, lungi dall'essere negazione della volontà [...] è un atto di forte affermazione della volontà stessa [...] ne deriva che la distruzione di un fenomeno isolato è azione in tutto vana e stolta. Arthur Shopenahuer So di essere banale ma è il blog che me lo impone, ma io disprezzo anche coloro che si scagliano contro il testamento biologico e il suicidio in sè. Come prima cosa la disprezzo perché essendo tutti noi dotati di libero arbitrio dobbiamo avere la possibilità di esprimerlo in tutte le sue forme, anche decidendo della nostra vita e morte. Spesso in questo periodo si è parlato di bioetica, dell'etica della morte e di tutte queste cavolate, ma cosa spinge un uomo a non voler che una persona cosciente di quello che vuole fare (oppure all'opposto, incosciente a vita ridotta ad uno stato di nulla) possa morire in santa pace senza soffrire ulteriormente? Ebbene è la paura. È l'egoistica paura che alcuni uomini hanno di trovarsi non loro in quelle condizioni, ma di trovare un loro parente lì attaccato a quella corda e perderlo, perdere cioè un qualcosa a cui eri particolarmente legato e la cui mancanza ti impedirà di vivere con lui altre cose e ti essere un figlio per una madre, un nipote per uno zio e un amico per un amico. Io disprezzo questa gente perché è ipocrita con gli altri, ma per prima è ipocrita con la sua persona, infatti questa gente tende a "credere" a quello che dice abbagliati da cose come la religione che gli impediscono di ragionare a proposito e gli danno una risposta già preconfezionata che va bene a tutti. L'ipocrisia ci circonda, questo non sarà l'ultimo mio post incentrato sull'ipocrisia se ne susseguiranno altri, ma questo è sicuramente l'incipit di altri post sull'ipocrisia che gira intorno alla morte. Alla prossima. Fulmo Tags: Pillola, Sophia |
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